Mi dicono che oggi ricorre qualcosa…

Mi dicono che per l’occasione devo dire qualcosa…

QUALCOSA

Detto. A posto così?

No?

Va bene… allora…

Tanto tempo fa c’era una tipa (che era incidentalmente pure una suora) un tantino sociopatica (ma sta peggiorando a vista d’occhio) che iniziò a girellare su internet… poi cominciò a interessarsi di blog… poi volle avere un blog tutto suo. E così conobbe un sacco di tipi strani, dai nomi ancora più strani. Li conobbe leggendo le anime fra le righe dei post, così come loro leggevano la sua in quello che scriveva, perchè questa è la magia della Rete, che annulla le distanze, che permette sì le maschere, ma ci toglie quella solita, facendoci a volte conoscere più dagli estranei che dai vicini.

Siccome era una suora, ed una suora può far ribrezzo ma non paura, qualcuno iniziò a mostrare pudicamente il nome vero, qualcuno perfino la faccia…

E la suora pensò "e se ci  vedessimo tutti insieme, così ci si toglie il pensiero una volta per tutte?".

Naturalmente essendo una suora non pensò ad un rave party, ma ad un ritiro spirituale. Più che altro perchè essendo distratta ha sempre associato il "rave" (che non sa cosa sia), alle "rape" che non la invogliano per nulla. Poi magari si è persa molto nella vita, ma tant’è.

Insomma, ci si trovò tutti a BIVIGLIANO. Che è un paese che, per trovarlo su una cartina, occorre che sia molto dettagliata. Ma da allora, non è più soltanto un luogo dove un tot di fiorentini va a dormire perchè a Firenze gli affitti sono cari e dove il massimo divertimento del sabato sera è prendere a calci le lapidi del cimitero, ma è diventato emblema di un certo nonsoche. Che  si chiama "lo spirito di Bivigliano" (da non confondere con  la gemma d’abete -sebbene anche lei abbia avuto il suo peso ed un suo ruolo).

Lo spirito di Bivigliano ha solide ossa, che sono ciò che a Bivigliano è stato detto. E ha gradevoli membra, che sono ciò che a Bivigliano abbiamo fatto. I nostri sguardi, i sorrisi, le parole, gli scherzi, il cibo, le pigne attraverso le finestre. Ed il canto.

Prima ancora di ritrovarci, al canto è stata dedicata attenta cura da parte di Giorgetto2rock. Ogni incontro era introdotto da un canto adatto. Insieme a Martayensid e Diggiu e Upi era stato preparato il libretto dei canti per la liturgia, in modo che pescasse un po’ da tutti gli ambiti di appartenenza del gruppo. Il dopocena era dedicato al canto; ed è durato fin quasi al mattino. Ugualmente è accaduto durante il Bivigliano sequel.

Due sono gli ingredienti di Bivigliano. No, uno è il Protagonista di Bivigliano. E una è la fonte della bellezza percepita. E’ Cristo.

Ciò che ci ha unito, ciò che ci unisce è Cristo. A tema è sempre stata la testimonianza di Cristo, al primo Bivigliano attraverso le relazioni, in Bivigliano sequel attraverso l’esperienza di ciascuno messa sul tavolo per mezzo del gioco.

La conseguenza è la totale mancanza di estraneità. Quella familiarità incredibile tra sconosciuti, che le serate dei canti hanno come fatto esplodere. Quella bellezza dello stare insieme che ci ha sbalorditi e commossi.

È il miracolo dell’unità, che sta o cade a seconda della centralità di Cristo. Perché solo riconoscendo Cristo come nostro centro possiamo stare insieme, solo seguendo Lui diveniamo popolo nuovo.

E questo, ricordiamolo, ha come prezzo la croce.