Dopo il bel viaggetto nel "profondo" Nord, dopo aver visitato parenti e amici, ho pensato che per essere felici, per volersi bene, non sempre serve avere tanti soldi, case lussuose, o macchinoni nuovi e potenti . . . l’importante è altro, la salute, l’amicizia e l’affetto, la condivisione . . . perchè, davvero, per campare . . . ti bastan poche briciole, lo stretto indispensabile . . .

Ti bastan poche briciole,
lo stretto indispensabile
e i tuoi malanni puoi dimenticar;
in fondo basta il minimo,
sapessi quanto e’ facile,
trovar quel po’ che occorre per campar

Mi piace vagare, ma ovunque io sia,
mi sento di stare a casa mia,
ci son lassu’ le api che, il loro miele fan per me,
se sotto un sasso poi guardero’
ci trovero’ le formiche
e poi io me le mangero’
vicino a te quel po’ che occorre puoi trovar, puoi trovar

Ti bastan poche briciole, lo stretto indispensabile e i tuoi malanni puoi dimenticar,
ti serve solo il minimo, e poi trovarlo e’ facile, quel tanto che ti basta per campar.
quando prendi un frutto, non fidarti mai,
se ti pungi e’ brutto, ti fa male sai,
attento ai fichi d’india perche’, hanno tante spine ma invece se,
tu trovi un fico che e’ normal te lo prenderai non ti farai del mal, hai capito si o no,
vicino a te quel che ti occorre toverai.

Ti bastan poche briciole, lo stretto indispensabile e i tuoi malanni puoi dimenticar;

in fondo basta il minimo, sapessi quanto e’ facile, trovar quel po’ che occorre per campar
Si gia’ vieni qui, fai come me, questa si che e’ vita, ti rilassi cosi’,
e non perder tempo se vai a cercare
le cose che vuoi le puoi trovare,
e quando sai che puoi farne a meno
e non ci stai pensando nemmeno,
sai cosa accadra’?

Quel che ti occorre li per li’ ti arrivera’!
come no?

 

Ho trovato questo, che spiega meglio il mio pensiero . . . spero!

Il testo: Matteo 6,25-34

 

Perciò vi dico: per la vostra vita non affannatevi di quello che mangerete o berrete, e neanche per il vostro corpo, di quello che indosserete; la vita forse non vale più del cibo e il corpo più del vestito?

         Guardate gli uccelli del cielo: non seminano, né mietono, né ammassano nei granai; eppure il Padre vostro celeste li nutre. Non contate voi forse più di loro? E chi di voi, per quanto si dia da fare, può aggiungere un’ora sola alla sua vita?

     E perché vi affannate per il vestito? Osservate come crescono i gigli del campo: non lavorano e non filano. Eppure io vi dico che neanche Salomone, con tutta la sua gloria, vestiva come uno di loro. Ora se Dio veste così l’erba del campo, che oggi c’è e domani verrà gettata nel forno, non farà assai più per voi, gente di poca fede?

                Non affannatevi dunque dicendo: Che cosa mangeremo? Che cosa berremo? Che cosa indosseremo? Di tutte queste cose si preoccupano i pagani; il Padre vostro celeste infatti sa che ne avete bisogno. Cercate prima il regno di Dio e la sua giustizia, e tutte queste cose vi saranno date in aggiunta. Non affannatevi dunque per il domani, perché il domani avrà già le sue inquietudini. A ciascun giorno basta la sua pena

Nota Bene, la formattazione è andata a farsi benedire, non so perchè, ma non riesco a correggere né il font, né il colore e nemmeno la dimensione, dopo il testo della canzone!!!😦